Sarà difficile diventar grande
prima che lo diventi anche tu
tu che farai tutte quelle domande
io fingerò di saperne di più
sarà difficile
ma sarà come deve essere
metterò via i giochi
proverò a crescere

Sarà difficile chiederti scusa
per un mondo che è quel che è
io nel mio piccolo tento qualcosa
ma cambiarlo è difficile
sarà difficile
dire tanti auguri a te
a ogni compleanno
vai un po’ più via da me

A modo tuo
andrai
a modo tuo
camminerai e cadrai, ti alzerai
sempre a modo tuo
A modo tuo
vedrai
a modo tuo
dondolerai, salterai, cambierai
sempre a modo tuo

Sarà difficile vederti da dietro
sulla strada che imboccherai
tutti i semafori
tutti i divieti
e le code che eviterai
sarà difficile
mentre piano ti allontanerai
a cercar da sola
quella che sarai

A modo tuo
andrai
a modo tuo
camminerai e cadrai, ti alzerai
sempre a modo tuo
A modo tuo
vedrai
a modo tuo
dondolerai, salterai, cambierai
sempre a modo tuo

Sarà difficile
lasciarti al mondo
e tenere un pezzetto per me
e nel bel mezzo del
tuo girotondo
non poterti proteggere
sarà difficile
ma sarà fin troppo semplice
mentre tu ti giri
e continui a ridere

A modo tuo
andrai
a modo tuo
camminerai e cadrai, ti alzerai
sempre a modo tuo
A modo tuo
vedrai
a modo tuo
dondolerai, salterai, cambierai
sempre a modo tuo.

(Elisa)

Ascolto Last Embrace – Northern Room

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Un’Anima Bella è volata via.

Basta Dolore per lei. Dolore. E ancora Dolore.

Troppo per essere sopportato da un solo corpo.

L’ultima volta l’ho vista lì.
Un luogo come gli altri, come un reparto di un ospedale.
Ma non è un luogo come gli altri.
E’ il luogo dell’Addio.
E’ il luogo delle lacrime.
E’ l’ultima fetta di mondo rimasta ad accompagnare chi è condannato alla sofferenza.
Chi sta per lasciare questa realtà terrena dopo giorni, mesi, anni di agonia.

Quei corpi incoscienti, sopraffatti dalla morfina, a volte troppo soli, a volte accarezzati da mani piene di Amore.

Gli ultimi saluti, le ultime parole e le tante, troppe lacrime.
Dilaniati dal desiderio di SolLevare, prendersi un po’ di quel male, toglierlo da qual corpo che troppo ha patito, che ingiustamente continua a soffrire
e la disperazione di non poter fare più nulla.

Bisogna arrendersi.

Arrendersi alla morte.

Che il viaggio ti sia lieve.

Robin McLaurin Williams
(21 luglio 1951 – 11 agosto 2014)

Robin McLaurin Williams (July 21, 1951 - August 11, 2014) © P E T E R • H A P A K

Robin McLaurin Williams (July 21, 1951 – August 11, 2014) © P E T E R • H A P A K

Lui era Mork, Mrs Doubtfire, Jack, il Dottor Hunter Patch Adams, John Keating ne “L’Attimo Fuggente”, lo psicologo di “Will Hunting-genio ribelle”, Peter Pan, Adrian in “Good Morning Vietnam”, il clochard Parry ne “La leggenda del re pescatore”, Il Mago in “La musica nel cuore – August Rush”, Armand in “Piume di Struzzo”, Alan Parrish in “Jumanji” e molti altri ancora…

Lui era magico, attraverso i suoi film passavi dal pianto alla risata, emozioni forti e dolci che lasciavano ricordi indelebili.

Robin Will

Lui era malato, malato di Depressione.

Il cancro dell’anima.

Lui si sentiva senza via d’uscita, di-sperato, senza speranza, senza salvezza.

Lui, adesso, non c’è più e gli vengono risparmiati commenti come:  “con tutti i soldi e il successo che aveva, perchè si è ammazzato!?”. Oppure: “possibile che non gli bastava l’affetto delle persone che lo circondavano??”. Oppure: “ma come, aveva tutto e si è ucciso??!!”.

Lui non sentirà più le frasi taglienti di chi non sa che la Depressione ti prende l’anima e ti lascia incapace di vedere la luce in fondo al tunnel, ti lascia solo e inerme in mezzo al tutto che ti circonda, ti rende cieco e talmente colmo di dolore da trovare sollievo solo nella morte.

Una morte cercata, prima con le ferite ai polsi e raggiunta con una cintura intorno al collo.

Riposa in pace, Robin. Tutto il mondo ti piange.

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Robin Williams
So che, adesso, tu sei già qui:

Ascolto Ludovico Einauidi – Lontano

Elia

Quando sei arrivato, profumavi di sottobosco.

Ero dentro i tuoi occhi, nel nostro primo sguardo.

Sei atterrato lontano dalle mie braccia ma eri già dentro il mio cuore, da sempre.

E’ stato faticoso, molto faticoso, capirti e la sintonia è arrivata dopo lacrime e paure.

Ma adesso siamo una squadra, pronta a goderci il mondo intero!

Le tasche piene di sassi rendono più leggero e bello ogni mattino.

Vedo il filo rosso che ci unisce e ti permette di volare, in alto, come un aquilone arcobaleno.

Il tuo profumo sulla mia pelle e la vita che ci avvolge di gioia.

Grata di esserti Mamma e riscoperta come figlia nuova di altro.

Oggi c’è il sole e so che la sua luce sarà sempre su di te, così come il mio Amore.

 

Auguri, piccolo mio!

Buon quarto compleanno!

La tua Mamma

 

Ascolto Sigur Rós-Varúð

fiore neve

Una vacca asciutta.
senzalatte né amore
un corpo vuoto
pienosolodi      vuoto
pelle inutile.

Incapace di sfamare
incapace di accudire
incapace di dare amore
lento e osceno declino
della profezia che si compie.

Avvolta avvolgo questo corpo inutile
che si lascia andare
e mai verrà restituito.
Percezione graduale
di assenza.

Forte solo di non-essere
qualcosa di desiderato
lento ad arrendersi.

E la lacrima scende
e nessuno la asciuga.

Dentro a certi silenzi
il rumore è così assordante
che viene solo voglia di scappare.