Sarà difficile diventar grande
prima che lo diventi anche tu
tu che farai tutte quelle domande
io fingerò di saperne di più
sarà difficile
ma sarà come deve essere
metterò via i giochi
proverò a crescere

Sarà difficile chiederti scusa
per un mondo che è quel che è
io nel mio piccolo tento qualcosa
ma cambiarlo è difficile
sarà difficile
dire tanti auguri a te
a ogni compleanno
vai un po’ più via da me

A modo tuo
andrai
a modo tuo
camminerai e cadrai, ti alzerai
sempre a modo tuo
A modo tuo
vedrai
a modo tuo
dondolerai, salterai, cambierai
sempre a modo tuo

Sarà difficile vederti da dietro
sulla strada che imboccherai
tutti i semafori
tutti i divieti
e le code che eviterai
sarà difficile
mentre piano ti allontanerai
a cercar da sola
quella che sarai

A modo tuo
andrai
a modo tuo
camminerai e cadrai, ti alzerai
sempre a modo tuo
A modo tuo
vedrai
a modo tuo
dondolerai, salterai, cambierai
sempre a modo tuo

Sarà difficile
lasciarti al mondo
e tenere un pezzetto per me
e nel bel mezzo del
tuo girotondo
non poterti proteggere
sarà difficile
ma sarà fin troppo semplice
mentre tu ti giri
e continui a ridere

A modo tuo
andrai
a modo tuo
camminerai e cadrai, ti alzerai
sempre a modo tuo
A modo tuo
vedrai
a modo tuo
dondolerai, salterai, cambierai
sempre a modo tuo.

(Elisa)

 

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Ascolto Paolo Nutini – AutumnAutunno
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Welcome Back, Fall!

L’equinozio d’autunno cade oggi ed è un momento magico…
Ci si raccoglie per trovare la forza per dare vita a sogni e desideri.
Oggi il giorno e la notte sono uguali, il sole sorge precisamente a est e tramonta a ovest, i suoi raggi arrivano perpendicolari all’asse di rotazione della terra.

 

Autunno
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Oggi si festeggia Mabon…

“Mabon è la festività dell’equinozio, il giorno che si trova a metà fra i due solstizi; è un tempo di equilibrio, quando luce e buio sono uguali e astronomicamente da inizio all’autunno.
È celebrato alla fine del periodo più faticoso dell’anno in cui viene effettuato il secondo raccolto.
Il ciclo produttivo e riproduttivo è concluso, le foglie cominciano ad ingiallire e gli animali iniziano a fare provviste in previsione dell’arrivo dei mesi freddi.
Molte specie migratorie – come le rondini – avviano il loro lungo viaggio verso sud.
Il cigno è l’uccello dell’Equinozio in quanto simbolo dell’immortalità dell’anima e guida dei morti nell’aldilà.
E’ tempo di bilanci: abbiamo sotto gli occhi ciò che abbiamo seminato durante l’anno, e possiamo constatare quali frutti abbiamo raccolto.
In occasione di questo periodo e dell’aratura dei campi erano effettuati un gran numero di riti locali e regionali con il comune denominatore del ringraziamento e della supplice preghiera di mitezza per la difficile stagione in arrivo.

Da “Il cerchio della Luna”

 

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Il mio Autunno è…

La stufa accesa

Una tazza di tisana bollente

Foglie che si tingono di rosso, arancio e giallo

Giornate di pioggia

Funghi e polenta

Serate sul divano sotto alla coperta calda

Molto più tempo da dedicare alla casa e alla famiglia

Zuppe calde e cremose

Una buona bottiglia di vino rosso da condividere

Il pane nel forno

Zucche intagliate

La prima neve sulle montagne

La torta di mele calda

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PIOGGIA D’AUTUNNO di Ada Negri

Vorrei, pioggia d’autunno, essere foglia

che s’imbeve di te sin nelle fibre

che l’uniscono al ramo, e il ramo al tronco,

e il tronco al suolo;e tu dentro le vene

passi, e ti spandi, e si gran sete plachi.

So che annunci l’inverno: che fra breve

quella foglia cadrà, fatta colore

della ruggine, e al fango andrà commista,

ma le radici nutrirà del tronco

per rispuntar dai rami a primavera.

Vorrei, pioggia d’autunno, esser foglia,

abbandonarmi al tuo scrosciare, certa

che non morrò, che non morrò, che solo

muterò volto sin che avrà la terra

le sue stagioni, e un albero avrà fronde.

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Le immagini vengono dalla mia BACHECA AUTUNNALE di PINTEREST 

Ascolto Sigur Ros – Glósóli

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Rosa Candida è un libro che mi ha conquistata lentamente, pagina dopo pagina.
L’autrice Auður Ava e il protagonista Arnljòtur, detto Lobbi sono islandesi e la loro terra torna spesso, sopratutto nei piatti cucinati e nelle descrizioni di un paesaggio di cui ci si può solo innamorare.

Una narrazione a volte lenta e semplice, come un diario di bordo scritto da un bambino. A volte ricca di emozioni e particolari talmente reali da sembrare un film.

Questo libro parla di paternità, di un giardino antico, di un viaggio e di una bimba.

Il protagonista ha 22 anni, lascia la sua terra, un padre apprensivo e un fratello autistico, per un viaggio verso il Nord Europa. Lascia anche una grave perdita che rivive spesso come ricordo di morte.

“La nostalgia. Bisogna guardare il dolore negli occhi per provare compassione verso quelli che soffrono.”

E’ anche una storia d’amore, delicata come petali di una rosa ancora in bocciolo.

“Quando appare sulla soglia cinque minuti dopo, leggermente bagnata per la pioggia e con un pacchettino di paste tra le mani, provo una gioia tale che non riesco a nasconderla. Una felicità inaudita s’impadronisce di me e mi lascia esterrefatto, come se la scoprissi per la prima volta. Nell’istante in cui mi porge i dolcetti, le parole mi sfuggono dalla bocca: – Che bel maglione, – le dico.

Ovviamente è lo stesso maglione verde che portava stamattina, a colazione.

 “…non è la prima notte a essere pericolosa: è la seconda, quando è scomparsa la magia dell’ignoto ma non la magia dell’imprevisto.”

“Ma è solo quando mi infilo sotto le coperte, in pieno monologo dell’anima, con lei e la bimba che dormono nella camera a fianco, che mi sembra di potermi prendere il permesso di pensare ai corpi. Di ricordarmi ancora una volta che son vivo.”

C’è un monaco che parla più di quaranta lingue e passa tutte le serate a guardare vecchi film e a bere un “bicchierino buono”. Dispensa consigli su vita, amore, morte citando pellicole e scene come fossero preghiere.

“L’abate si alza e inizia a frugare tra le mensole. -Esiste una carità ragionevole, recitano certi versi, – continua dall’altro lato della stanza, – ma non un amore ragionevole. Se si vivesse con la testa e basta, sarebbe impossibile incontrare l’amore, come sta scritto qui, da qualche parte… – conclude, e so che non si riferisce alla Bibbia.”

C’è un giardino antichissimo dentro ad un monastero dove Lobbi ha una missione importante da portare a termine.

“Anche perché sono l’unico a sapere che esiste una varietà particolare di rosa, dalla scorza durissima. E che è la fuori nel buio, sotto la luna gialla.

Il tempo di lettura è lento, ogni movimento, ogni singola scena, ogni sensazione sono scandite e declinate.
Il viaggio “on the road” è a tratti surreale ma fa parte dell’iniziazione di questo giovane dai capelli rossi in cerca di un futuro lontano dalla propria terra.

Un romanzo lieve come petali di una Rosa Candida, da gustarsi piano immergendosi in luoghi lontani ma meravigliosamente affascinanti!

 

Lo speciale di Einaudi

 

P.S. La mia passione per l’Islanda non finisce qui e come colonna sonora di questo libro possono esserci solo loro, i Sigur Ros, gruppo Islandese che mi ha rapita da qualche tempo.

Raccolgo tutto ciò che di bello trovo in giro per la rete…

qualcosa di bello in giro per la rete