“Rosa Candida” di Auður Ava Ólafsdóttir

Ascolto Sigur Ros – Glósóli

Rosa-candida-di-Audur-Ava-Olafsdottir

 

Rosa Candida è un libro che mi ha conquistata lentamente, pagina dopo pagina.
L’autrice Auður Ava e il protagonista Arnljòtur, detto Lobbi sono islandesi e la loro terra torna spesso, sopratutto nei piatti cucinati e nelle descrizioni di un paesaggio di cui ci si può solo innamorare.

Una narrazione a volte lenta e semplice, come un diario di bordo scritto da un bambino. A volte ricca di emozioni e particolari talmente reali da sembrare un film.

Questo libro parla di paternità, di un giardino antico, di un viaggio e di una bimba.

Il protagonista ha 22 anni, lascia la sua terra, un padre apprensivo e un fratello autistico, per un viaggio verso il Nord Europa. Lascia anche una grave perdita che rivive spesso come ricordo di morte.

“La nostalgia. Bisogna guardare il dolore negli occhi per provare compassione verso quelli che soffrono.”

E’ anche una storia d’amore, delicata come petali di una rosa ancora in bocciolo.

“Quando appare sulla soglia cinque minuti dopo, leggermente bagnata per la pioggia e con un pacchettino di paste tra le mani, provo una gioia tale che non riesco a nasconderla. Una felicità inaudita s’impadronisce di me e mi lascia esterrefatto, come se la scoprissi per la prima volta. Nell’istante in cui mi porge i dolcetti, le parole mi sfuggono dalla bocca: – Che bel maglione, – le dico.

Ovviamente è lo stesso maglione verde che portava stamattina, a colazione.

 “…non è la prima notte a essere pericolosa: è la seconda, quando è scomparsa la magia dell’ignoto ma non la magia dell’imprevisto.”

“Ma è solo quando mi infilo sotto le coperte, in pieno monologo dell’anima, con lei e la bimba che dormono nella camera a fianco, che mi sembra di potermi prendere il permesso di pensare ai corpi. Di ricordarmi ancora una volta che son vivo.”

C’è un monaco che parla più di quaranta lingue e passa tutte le serate a guardare vecchi film e a bere un “bicchierino buono”. Dispensa consigli su vita, amore, morte citando pellicole e scene come fossero preghiere.

“L’abate si alza e inizia a frugare tra le mensole. -Esiste una carità ragionevole, recitano certi versi, – continua dall’altro lato della stanza, – ma non un amore ragionevole. Se si vivesse con la testa e basta, sarebbe impossibile incontrare l’amore, come sta scritto qui, da qualche parte… – conclude, e so che non si riferisce alla Bibbia.”

C’è un giardino antichissimo dentro ad un monastero dove Lobbi ha una missione importante da portare a termine.

“Anche perché sono l’unico a sapere che esiste una varietà particolare di rosa, dalla scorza durissima. E che è la fuori nel buio, sotto la luna gialla.

Il tempo di lettura è lento, ogni movimento, ogni singola scena, ogni sensazione sono scandite e declinate.
Il viaggio “on the road” è a tratti surreale ma fa parte dell’iniziazione di questo giovane dai capelli rossi in cerca di un futuro lontano dalla propria terra.

Un romanzo lieve come petali di una Rosa Candida, da gustarsi piano immergendosi in luoghi lontani ma meravigliosamente affascinanti!

 

Lo speciale di Einaudi

 

P.S. La mia passione per l’Islanda non finisce qui e come colonna sonora di questo libro possono esserci solo loro, i Sigur Ros, gruppo Islandese che mi ha rapita da qualche tempo.

Condividi...
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Current day month ye@r *